Quando si scrive un Blog ci sono sottili linee da non oltrepassare. Alcuni argomenti sono troppo condivisi (per richiamare il sottotitolo del mio Blog) per essere interessanti. Come scrivere un post su "La politica estera della Germania Nazista è stata troppo aggressiva". Se nessuno la pensa in modo diverso da te, cosa si puntualizza a fare? Lo scopo non è aver ragione (o dimostrare quanto si è svegli) ma sempre creare un dialogo: non per convincere qualcuno (non mi interessa molto essere maggioranza) ma per migliorare la comprensione di tutti (me compreso) su argomenti che ritengo importanti per la società.
Probabilmente quindi parlare in questo momento di UDEUR su internet non ha senso. Per leggere insulti sull'UDEUR potete andare più o meno su una pagina a caso di Internet. Eviterò quindi di parlare della vicenda giuridica di per se, del conflitto magistratura-politica, della crisi di governo. Cercherò di parlare solo della situazione che è venuta fuori dalle indagini. Come ho già scritto in precedenza le sentenze non servono solo per leggere il verdetto, ma servono per leggere i fatti. Queste fughe di notizie (che colpiscono misteriosamente tutti i casi in cui politici sono implicati) ci da la possibilità, prima della sentenza, di farci un'idea nostra considerando solo i fatti (così come li riporta l'accusa... ma la presenza delle intercettazioni permette di crederli quantomeno verosimili)
Essenzialmente il cuore del problema è che l'UDEUR minacciava la giunta campana di togliere il proprio appoggio se non avesse concesso determinate cariche a determinate persone. Se questa sia o meno concussione (argomento su cui il Campanile, giornale dell'UDEUR, si interroga lungamente con ovvie conclusioni) personalmente proprio non mi interessa. Penso sia molto più interessante l'immagine da Mafia sicula degli anni '40 che viene fuori.
Per chi ancora non lo sapesse, il nucleo della questione è costituito da tre nomine:
1- la nomina a capo dell'Iacp di Benevento (roccaforte UDEUR) di Umberto Del Basso De Caro (DS), contro l'uomo del Campanile. De Caro sa che avrà intorno a lui tutte le strade sbarrate tanto che viene intercettato chiedere "perdono" per la sua nomina ad un luogotenente dell'UDEUR, Carlo Camilleri, con le parole: «Ma io non sono contro Mastella e la sua signora, quando hanno bisogno non devono fare altro che chiamarmi, e di dire "guarda ho bisogno di questa cosa", ci mancherebbe, e io mi metto a disposizione. Contano i fatti, penso di essere più efficiente di tanti suoi iscritti».
2- la posizione del direttore generale dell'ospedale San Sebastiano di Caserta, Luigi Annunziata. Eletto in quota UDEUR passa poi sotto l'ala di Rutelli e si rifiuta di ottemperare a determinate nomine pilotate da Alessandra Lonardo in Mastella: due primari (cardiologia e neurochirurgia) e un direttore tecnico.
Tanto che la signora Mastella appare in questa intercettazione molto "piccata"...
Camilleri: «Mi ha detto (NdR, parlano dell'Annunziata): ma perché ce l'hanno tutti con me? Io sono stato sempre a disposizione».
Lonardo: «Allora ti dice cazzate, perché non è vero. È stato a disposizione di altri, certamente non di noi».
Per poi aggiungere, alla fine della relazione del luogotenente: «Allora, per quanto mi riguarda, lui è un uomo morto».
Fa anche qualcosa di attivo per avvicinare questa morte (politica) annunciata? Secondo gli inquirenti di sicuro non mancano gli sforzi verso quel fine: «[I Coniugi Mastella] ponevano in essere atti idonei a contrastare il direttore generale dell'ospedale San Sebastiano di Caserta, dottor Annunziata, attraverso una interpellanza regionale sottoscritta da numerosi consiglieri regionali in quota Udeur, strumentalmente diretta alla verifica dell'idoneità al ruolo del Dg». Lo stesso Annunziata conferma tutto e sostiene di essere riuscito a sopravvivere solo grazie ad una massima trasparenza che lo ha reso irricattabile.
3- Le prime due questioni avevano scatenato la rabbia dellUDEUR che ora vuole direttamente imporre le proprie nomine. Vanno da Bassolino a reclamare la nomina a direttore dell'ASI (Area di Sviluppo Industriale). Viene fatto un vertice per decidere il nome del candidato da imporre. Il primo candidato è Lucio Lonardo, cugino di Alessandra Lonardo. A questo punto forse si accorgono di stare esagerando e decidono di candidare Luigi Abate. Fanno pressioni su Bassolino in tal senso? Ovviamente non lo so. Ma attualmente Abate è presidente dell'ASI, e da varie intercettazioni si vede come questo era stato deciso da Mastella. Forse è un caso.
A questi tre punti principali si aggiungono decine (!) di intercettazioni riguardanti pressioni su cariche minori. Forzature su sindaci di paesini, consiglieri di comunità montane, giudici. Un'associazione, se non a delinquere, a governare tutto il governabile. Ok, non sappiamo e non ci interessa se questo sia reato. Mastella le considera "normali discussioni sui criteri tipici della politica".
Giusto per chiarezza, non è vero. Ora si può anche credere che si tratti di "intercettazioni ritoccate", come ha fatto intendere nel suo intervento. In tal caso effettivamente saremmo di fronte ad un complotto clamoroso, che coinvolgerebbe decine di persone a tutti i livelli di polizia e magistratura. Ma se questo non è il caso (e personalmente sono molto ostile ai complotti) non si può considerare i fatti "normali discussioni". Sono forse normali (nel senso di "comuni") in Italia, ma come si può considerare normale dichiarare un DG "uomo morto" perchè non ha accettato le nomine ai posti di primario imposte dall'alto? Ammettiamo anche per un istante che i Mastella non abbiano fatto niente per punirlo. E' ugualmente scandaloso che la nomina di un primario venga richiesta dalla politica. E' ugualmente scandaloso che un rifiuto a tale richiesta scateni quella rabbia, come se si trattasse di una cosa normale e dovuta.
La nomina di un primario, in teoria, non è politica. E' una nomina tecnica, per meriti, numero di pubblicazioni scientifiche scritte, titoli. Dov'è finita la meritocrazia? E il suo collega che sarebbe stato ingiustamente silurato? E i pazienti che si troveranno a essere curati in un reparto a capo del quale non è stato messo il miglior candidato? Non si tratta di un reato senza vittime, il senso di frustrazione quando si viene superati ingiustamente può rovinare la vita. Dobbiamo rassegnarci al fatto che siamo solo dei coglioni se vogliamo farcela solo con le nostre forze, se sosteniamo di non aver bisogno di raccomandazioni? E' veramente questa la migliore Italia?
I have a dream. Io non sogno una classe politica migliore. Io sogno un popolo Italiano migliore che non riesca neanche ad immaginare di votare una persona che è disposta ad azioni, legali o illegali che siano, che rovinano la nazione in cambio di consenso. Basta. Se in Campania non c'è di meglio da votare, capisco qualsiasi forma di protesta. Se un numero sufficiente di persone lo chiede, forse un giorno un'alternativa sarà anche possibile. Per il consenso i politici son disposti a tutto forse anche, addirittura, ad essere onesti.
Clientelismo
Pubblicato da
Emanuele
alle
1/18/2008 04:18:00 AM
0
commenti
Etichette: partitocrazia, sentenze, UDEUR
Magistratura, Informazione e Politica
A volte è interessante ricordare la costituzione per iniziare una discussione.
Articolo 101
La giustizia è amministrata in nome del popolo.
I giudici sono soggetti soltanto alla legge.
La Giustizia e l'Informazione, terzo e quarto potere, devono essere autonomi dai primi due e forniscono le garanzie della loro onestà. Sono i controlli indipendenti aggiunti alla Costituzione per assicurarsi che la sovranità rimanga sempre al popolo. In Italia questo non succede, l'informazione è in mano alla politica. Quest'estate durante una conferenza provavo a spiegarlo a degli amici Coreani. Mi chiedevano, ridendo, se davvero in Italia le tre reti nazionali erano divise tra i partiti. Pensavano fosse un'esagerazione dello stereotipo, come se mangiassimo pizza tutti i giorni suonando il mandolino. Quando gli ho spiegato che quella era la situazione della prima repubblica e ora è molto peggio con la discesa in campo politico del proprietario del maggior polo televisivo privato, non capivano perchè nessuno gridava al colpo di stato.
Il controllo sull'Informazione ha permesso di far passare senza polemiche il controllo assunto sulla Giustizia. Come in un gioco del domino, più il colpo di stato va avanti più è difficile fermarlo. Sempre più tasselli pesano sul prossimo obbiettivo.
Riassumo i fatti brevemente come solito.
- De Magistris indaga sull'inchiesta "Why Not", legata a flussi di denaro in Calabria per appalti pubblici coinvogliati a vario titolo a una finanziaria San Marinese apparentemente legata ad una associazione segreta forse di stampo massonico. Tra gli indagati Antonio Saladino e Piero Scarpellini. Indaga inoltre sulle "Toghe Lucane", fenomeni di corruzione interne alla magistratura Calabra.
- Fughe di notizie interne portano tale inchieste ai giornali.
- Le stesse "Toghe Lucane" protagoniste dell'inchiesta muovono molte critiche all'operato di De Magistris e effettuano controlli quasi quotidiani sull'attività del Magistrato. Viene aperto su di lui, d'ufficio, un provvedimento disciplinare (che non porta a nulla).
- Il Guardasigilli Clemente Mastella manda varie commissioni a indagare sull'operato del Magistrato, motivando con il provvedimento di cui sopra, il suo interessamento.
- Il Guardasigilli chiede l'allontanamento del Magistrato dalla procura di Catanzaro, titolare per quelle indagini, nonchè del procuratore capo di Catanzaro Mariano Lombardi che l'aveva appoggiato. Scoppia il caso. La sentenza del CSM è fissata per l'8 ottobre.
- Inizia la macchina mediatica. La trasmissione "Annozero" viene attaccata fortemente sia da Prodi sia da Mastella. Entrambi premettono i loro commenti con un "Anche se non ho visto la trasmissione...". Titoli del Corriere di quei giorni, 5 ottobre: Prodi: «Annozero? Puntata poco seria e professionale» Mastella: «Contro di me un linciaggio» Il Guardasigilli: «Pronti a sfiduciare il Cda della Rai». Nuove accuse a De Magistris. Nessuno (pochi) fa notare come sia in corso l'attacco di un magistrato da parte dell'esecutivo per via di indagini legate a membri dello stesso esecutivo (Prodi è già tra gli indagati).
- L'8 ottobre il CSM si esprime in modo negativo sulla richiesta di trasferimento d'emergenza presentata del Guardasigilli. Proseguono le indagini (che non porteranno a nulla) sul magistrato a cui è permesso di continuare a indagare nel frattempo sino al processo definitivo il 17 dicembre.
- 14 ottobre. Mastella viene aggiunto al registro degli indagati per l'inchiesta Why Not.
- 20 ottobre. L'inchiesta viene tolta a De Magistris per via dell'evidente situazione di conflitto nel dover indagare su chi lo ha pubblicamente insultato e osteggiato.
Il fatto assurdo è che, in questo caso, la presenza o meno di fatti criminosi è secondaria. Se sia o meno colpevole dei fatti in questione, è un di più, una colpa ulteriore e volendo trascurabile. Non bisogna aspettare il giudizio della corte e la fine delle indagini (se a questo punto mai continueranno) per dire che Mastella ha chiesto lo spostamento di un magistrato che si occupava di indagini su un suo amico, Antonio Saladino che, nelle intercettazioni, lui chiama affettuosamente «Tonì». Questo è provato e palese. Che Mastella e Saladino siano amici è presente nelle intercettazioni. Che Mastella abbia tentato in più modi di rimuovere De Magistris che indagava sul suo amico Saladino non è in discussione. E, anche se per ora sembra che di irregolare nelle indagini di De Magistris non ci sia niente, ha ottenuto il suo scopo.
Altro obbiettivo raggiunto e' stato inoltre ufficializzare l'editto: "Se qualcuno indaga su qualcosa che non ci piace, lo possiamo sbattere fuori dall'inchiesta e frenarne la carriera: l'informazione ne parlerà solo in modo confuso". Il successore di De Magistris proseguirà l'inchiesta? Se l'inchiesta non portasse a nulla, potrei io essere convinto che si sia trattato effettivamente di un falso allarme e non che il magistrato scelto per sostituire De Magistris non fosse accondiscente?
Spesso viene citato l'assurdo algoritmo per cui la politica risponde agli attacchi della magistratura faziosa. Non sono attacchi, ma difese insomma. Non viene però ricordato che per la magistratura attaccare la politica è un ruolo costituzionale. Viceversa, se la politica attacca (o risponde agli attacchi) la magistratura è un colpo di stato. Ci sono altri organi che sono adibiti a quello scopo, in particolare il CSM presieduto dal Presidente della Repubblica.
Si è all'assurdo per cui la par condicio significhi dare a tutte le ipotesi lo stesso peso, a prescindere dai fatti e dalle colpe. Elencare i fatti e giungere a conclusioni, esporre per esteso le sentenze non può essere equiparato ai pareri delle varie forze politiche. Ci sono fatti e ci sono opinioni. Non vi è par condicio tra il dimostrato e il dimostrabile così come non c'è tra il vero e il falso.
PS: in America un parlamentare anche solo sospettato di qualcosa sceglie subito il giudice notoriamente più schierato per l'altra fazione politica (per evitare ogni ombra), lascia tutti gli incarichi, e cerca di accelerare il più possibile le indagini. Se non lo fa lui, lo costringono a farlo i suoi compagni di partito per evitare scandali che condannerebbero (e hanno condannato in passato) la sua parte politica.
In Italia, se uno decide di non votare Prodi per via di ombre rimaste su di lui dovute a questa inchiesta cosa fa, vota Berlusconi per premiare la trasparenza? Non metto neanche la faccina che ride, c'è pochissimo da ridere.
Pubblicato da
Emanuele
alle
10/21/2007 07:31:00 AM
0
commenti
Etichette: partitocrazia, politica, sentenze
Sentenze
Solo una postilla. Personalmente ho deciso, come ho già scritto, di fidarmi delle sentenze. Mi fido delle sentenze perchè a qualcosa si deve pur credere, e il processo è comunque la forma di analisi della verità più controllata e protetta da infiltrazioni. Ma anche le sentenze vanno lette a fondo. Non i singoli passi o libere interpretazioni che riportano questo o quel giornalista. Nei limiti del ragionevole e del tempo disponibile, bisogna leggerne il più possibile. Perchè il risultato del processo non significa niente, se mi devo fare un'idea della statura morale di una persona.
Paolo Borsellino aveva parlato sull'argomento pochi anni prima di essere ucciso.
Alle sue parole aggiungo solo che oltre ai crimini non "rilevati" o non provati dalla magistratura, ci sono anche i fatti che vengono fuori dal processo che non costituiscono reato ma vanno comunque contro il mio senso della morale e quindi influenzano la percezione che ho di quella persona. E viceversa, ci sono fatti che costituiscono reato ma non inficiano la mia opinione sul condannato.
Il risultato del processo Austriaco a Mazzini era indubbiamente esatto nel definirlo colpevole di organizzazione di bande armate a scopi rivoluzionari, ma questo non inficia la mia opinione di Mazzini. Viceversa un processo che testimonia che X è amico di Y, che non è reato chiunque siano X e Y, può mutare drasticamente il mio giudizio su entrambi. Un conto sono i fatti che vengono evidenziati dal dibattimento, un conto è il giudizio di questi che il giudice dà attraverso la griglia (oggettiva) della legge italiana e io attraverso una mia griglia (soggettiva) morale di riferimento.
Pubblicato da
Emanuele
alle
7/31/2007 06:51:00 PM
0
commenti
Etichette: sentenze
Anno Domini 1992: Premesse Storiche
Quest'anno è per me il perno della storia d'Italia contemporanea. La storia nazionale degli anni precedenti era una preparazione a quegli avvenimenti, montata anche dai grandi cambiamenti della situazione mondiale di quegli anni; la storia successiva, sino ad oggi, può essere vista come una serie di assestamenti tra i gruppi di potere dopo quella scossa. Premetto una breve cronologia per chi non avesse capito di cosa parlo.
30/1/1992: La Corte di Cassazione conferma la condanna del Maxiprocesso per Mafia, istituito nell'1989 da Falcone e Borsellino.
17/2/1992 : Antonio Di Pietro chiede al Gip la cattura di Mario Chiesa (PSI). Inizia Mani Pulite.
12/3/1992: Salvo Lima (DC) politico vicino ad Andreotti viene ucciso a Palermo. Nonostante non avesse mai subito processi, era considerato da molti come uomo vicino alla Mafia.
6/4/1992: Elezioni politiche. DC e PSI perdono copiosamente voti, ma l'opposizione è frammentata. Sono le prime elezioni in cui non c'è il Partito Comunista Italiano, disciolto nel 1991 e smembrato tra Partito della Rifondazione Comunista e Partito Democratico della Sinistra. La Lega (che corre da sola) prende il 9%. Alla fine il quadripartito riesce a mantenere una maggioranza risicatissima. Sono elezioni molto particolari, le ultime della Prima Repubblica. Cossiga si dimette da Presidente della Repubblica prima di offrire l'incarico al nuovo Presidente del Consiglio. La politica è paralizzata sino a quando non riuscirà a eleggere un nuovo Presidente della Repubblica, ma le votazioni sono un susseguirsi di fumate nere.
23/5/1992: Sull'autostrada Palermo-Punta Raisi, svincolo per Capaci, un attentato al tritolo uccide il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e la sua scorta: Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Di Cillo. L'attentato verrà rivendicato dalla Falange Armata, un gruppo composto da mafia e servizi segreti deviati.
25/5/1992: Oscar Luigi Scalfaro, sotto la pressione dell'attentato mafioso, viene finalmente eletto Presidente della Repubblica. E' l'elezione più lunga della storia della Repubblica. Da lì a un mese Giuliano Amato (PSI) viene incaricato di formare il governo.
19/7/1992: In Via D'Amelio un'autobomba uccide il giudice Paolo Borsellino e la sua scorta: Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Cusina, Claudio Traina e Vincenzo Limuli. Anche questa volta l'attentato viene rivendicato dalla Falange Armata.
15/12/1992: Primo avviso di garanzia a Bettino Craxi per corruzione, ricettazione e violazione del finanziamento pubblico ai partiti. E' la fine della Prima Repubblica.
A cosa fu dovuto questo smottamento sismico che portò alla crisi politica degli anni successivi? Molti macrogruppi di potere si scontravano, sia dentro le istituzioni sia al di fuori. Il 3/7 Borsellino aveva spiegato in un articolo sulla Gazzetta del Mezzogiorno che Riina e Provenzano erano ai ferri corti e si stava mettendo in dubbio il controllo su Cosa Nostra. Parlamento e Magistratura avevano aperto la lunga stagione di contrasto: il ministro della giustizia Claudio Martelli, ex-compagno di classe di Craxi e numero tre del PSI si esprime in un lungo panegirico sulla politica possibile cercando di ridimensionare Mani Pulite. Verrà poi indagato per corruzione. Il capitano del Ros Beppe De Donno aveva incontrato in quegli stessi giorni Vito Ciancimino, ex-sindaco mafioso di Palermo, e da lì secondo alcuni sono nate le prime trattative "ufficiali" tra Stato e Mafia per risolvere (o perpetrare?) la strategia stragista. Tanto che all'indomani dell'introduzione del 41 bis, il regime di carcere duro per i reati di mafia istituito dopo l'omicidio Falcone, un anonimo spiega alla redazione Ansa di Palermo che "certe cose non sono state rispettate".
Ma le spaccature erano anche trasversali alle singole istituzioni. Nella Procura di Palermo Falcone e Borsellino soffrono entrambi nei rapporti con il loro capo, Pietro Giammanco, che insabbia le loro inchieste. Verrà rimosso dalla procura dopo la morte di Borsellino, ma promosso ad un incarico più prestigioso. Bruno Contrada, alto ufficiale del Sisde, si scontra con Gianni De Gennaro, futuro capo della Polizia recentemente destituito. Contrada, che negli anni '80 era una leggenda della lotta antimafia, nel natale 1992 finirà in carcere per associazione mafiosa, De Gennaro scalerà la vetta della Polizia di Stato. E centinaia di altri esempi di gruppi di potere ramificati in tutte le istituzioni.
Perchè parlo di gruppi di potere trasversali? Perchè quando leggo un articolo a favore di Bruno Contrada so che lo scrittore è un Forza Italiota, tipicamente uno Jannuzzi. Se leggo un testo di Travaglio so invece che sarà convinto o comunque ben disposto sulla colpevolezza di Contrada. Perchè tutte queste storie si legano. Dal conflitto De Gennaro-Contrada si passa alla Dia, ai Pentiti, al Processo Berlusconi, a Violante e Di Pietro, ai famosi "sconti" ipotizzati al PCI o ad Amato e via dicendo per tutta la successiva vita della Seconda Repubblica. E in ogni questione ammettere che su un punto possano avere ragione gli altri può dargli ragione su altri nodi nella turpe spirale (il)logica della fallacia ad Hominem.
Da questo sono scaturiti i fatti del 1992. Ancora è presto per dirla storia e analizzarla con freddezza, perche' quasi tutti i politici di oggi sono quelli di allora. Su ogni singolo fatto si può ragionare liberamente e dare le proprie interpretazioni. Ma è importante evitare di analizzare la storia e l'inchiesta tramite la politica, farsi idee proprie. Si deve decidere un metodo, un criterio personale, perchè se ogni giornalista ricostruisce ipotesi diverse non si può chiedere al singolo individuo di informarsi e/o svolgere inchieste personali per sapere la verità. Io ho deciso di fidarmi dei processi, almeno quando non ho tempo per leggermi bene tutta l'inchiesta. Alla fine di due gradi di giudizio, oltre al GIP e al GUP, se non altro ho un certo filtro statistico su quello che passa. Ma anche in questo campo, come nella politica, non si può subappaltare le proprie impressioni a un giornalista o a un altro singolo ente, bisogna essere autocritici nel momento in cui ci si rende conto che quello che pensi vero non è frutto di un'analisi del fatto ma solo del parere di altri.
Pubblicato da
Emanuele
alle
7/30/2007 02:33:00 PM
0
commenti
Etichette: 1992, mafia, sentenze, tangentopoli