Clientelismo

Quando si scrive un Blog ci sono sottili linee da non oltrepassare. Alcuni argomenti sono troppo condivisi (per richiamare il sottotitolo del mio Blog) per essere interessanti. Come scrivere un post su "La politica estera della Germania Nazista è stata troppo aggressiva". Se nessuno la pensa in modo diverso da te, cosa si puntualizza a fare? Lo scopo non è aver ragione (o dimostrare quanto si è svegli) ma sempre creare un dialogo: non per convincere qualcuno (non mi interessa molto essere maggioranza) ma per migliorare la comprensione di tutti (me compreso) su argomenti che ritengo importanti per la società.

Probabilmente quindi parlare in questo momento di UDEUR su internet non ha senso. Per leggere insulti sull'UDEUR potete andare più o meno su una pagina a caso di Internet. Eviterò quindi di parlare della vicenda giuridica di per se, del conflitto magistratura-politica, della crisi di governo. Cercherò di parlare solo della situazione che è venuta fuori dalle indagini. Come ho già scritto in precedenza le sentenze non servono solo per leggere il verdetto, ma servono per leggere i fatti. Queste fughe di notizie (che colpiscono misteriosamente tutti i casi in cui politici sono implicati) ci da la possibilità, prima della sentenza, di farci un'idea nostra considerando solo i fatti (così come li riporta l'accusa... ma la presenza delle intercettazioni permette di crederli quantomeno verosimili)

Essenzialmente il cuore del problema è che l'UDEUR minacciava la giunta campana di togliere il proprio appoggio se non avesse concesso determinate cariche a determinate persone. Se questa sia o meno concussione (argomento su cui il Campanile, giornale dell'UDEUR, si interroga lungamente con ovvie conclusioni) personalmente proprio non mi interessa. Penso sia molto più interessante l'immagine da Mafia sicula degli anni '40 che viene fuori.

Per chi ancora non lo sapesse, il nucleo della questione è costituito da tre nomine:

1- la nomina a capo dell'Iacp di Benevento (roccaforte UDEUR) di Umberto Del Basso De Caro (DS), contro l'uomo del Campanile. De Caro sa che avrà intorno a lui tutte le strade sbarrate tanto che viene intercettato chiedere "perdono" per la sua nomina ad un luogotenente dell'UDEUR, Carlo Camilleri, con le parole: «Ma io non sono contro Mastella e la sua signora, quando hanno bisogno non devono fare altro che chiamarmi, e di dire "guarda ho bisogno di questa cosa", ci mancherebbe, e io mi metto a disposizione. Contano i fatti, penso di essere più efficiente di tanti suoi iscritti».

2- la posizione del direttore generale dell'ospedale San Sebastiano di Caserta, Luigi Annunziata. Eletto in quota UDEUR passa poi sotto l'ala di Rutelli e si rifiuta di ottemperare a determinate nomine pilotate da Alessandra Lonardo in Mastella: due primari (cardiologia e neurochirurgia) e un direttore tecnico.

Tanto che la signora Mastella appare in questa intercettazione molto "piccata"...
Camilleri: «Mi ha detto (NdR, parlano dell'Annunziata): ma perché ce l'hanno tutti con me? Io sono stato sempre a disposizione».
Lonardo: «Allora ti dice cazzate, perché non è vero. È stato a disposizione di altri, certamente non di noi».
Per poi aggiungere, alla fine della relazione del luogotenente: «Allora, per quanto mi riguarda, lui è un uomo morto».

Fa anche qualcosa di attivo per avvicinare questa morte (politica) annunciata? Secondo gli inquirenti di sicuro non mancano gli sforzi verso quel fine: «[I Coniugi Mastella] ponevano in essere atti idonei a contrastare il direttore generale dell'ospedale San Sebastiano di Caserta, dottor Annunziata, attraverso una interpellanza regionale sottoscritta da numerosi consiglieri regionali in quota Udeur, strumentalmente diretta alla verifica dell'idoneità al ruolo del Dg». Lo stesso Annunziata conferma tutto e sostiene di essere riuscito a sopravvivere solo grazie ad una massima trasparenza che lo ha reso irricattabile.

3- Le prime due questioni avevano scatenato la rabbia dellUDEUR che ora vuole direttamente imporre le proprie nomine. Vanno da Bassolino a reclamare la nomina a direttore dell'ASI (Area di Sviluppo Industriale). Viene fatto un vertice per decidere il nome del candidato da imporre. Il primo candidato è Lucio Lonardo, cugino di Alessandra Lonardo. A questo punto forse si accorgono di stare esagerando e decidono di candidare Luigi Abate. Fanno pressioni su Bassolino in tal senso? Ovviamente non lo so. Ma attualmente Abate è presidente dell'ASI, e da varie intercettazioni si vede come questo era stato deciso da Mastella. Forse è un caso.

A questi tre punti principali si aggiungono decine (!) di intercettazioni riguardanti pressioni su cariche minori. Forzature su sindaci di paesini, consiglieri di comunità montane, giudici. Un'associazione, se non a delinquere, a governare tutto il governabile. Ok, non sappiamo e non ci interessa se questo sia reato. Mastella le considera "normali discussioni sui criteri tipici della politica".

Giusto per chiarezza, non è vero. Ora si può anche credere che si tratti di "intercettazioni ritoccate", come ha fatto intendere nel suo intervento. In tal caso effettivamente saremmo di fronte ad un complotto clamoroso, che coinvolgerebbe decine di persone a tutti i livelli di polizia e magistratura. Ma se questo non è il caso (e personalmente sono molto ostile ai complotti) non si può considerare i fatti "normali discussioni". Sono forse normali (nel senso di "comuni") in Italia, ma come si può considerare normale dichiarare un DG "uomo morto" perchè non ha accettato le nomine ai posti di primario imposte dall'alto? Ammettiamo anche per un istante che i Mastella non abbiano fatto niente per punirlo. E' ugualmente scandaloso che la nomina di un primario venga richiesta dalla politica. E' ugualmente scandaloso che un rifiuto a tale richiesta scateni quella rabbia, come se si trattasse di una cosa normale e dovuta.

La nomina di un primario, in teoria, non è politica. E' una nomina tecnica, per meriti, numero di pubblicazioni scientifiche scritte, titoli. Dov'è finita la meritocrazia? E il suo collega che sarebbe stato ingiustamente silurato? E i pazienti che si troveranno a essere curati in un reparto a capo del quale non è stato messo il miglior candidato? Non si tratta di un reato senza vittime, il senso di frustrazione quando si viene superati ingiustamente può rovinare la vita. Dobbiamo rassegnarci al fatto che siamo solo dei coglioni se vogliamo farcela solo con le nostre forze, se sosteniamo di non aver bisogno di raccomandazioni? E' veramente questa la migliore Italia?

I have a dream. Io non sogno una classe politica migliore. Io sogno un popolo Italiano migliore che non riesca neanche ad immaginare di votare una persona che è disposta ad azioni, legali o illegali che siano, che rovinano la nazione in cambio di consenso. Basta. Se in Campania non c'è di meglio da votare, capisco qualsiasi forma di protesta. Se un numero sufficiente di persone lo chiede, forse un giorno un'alternativa sarà anche possibile. Per il consenso i politici son disposti a tutto forse anche, addirittura, ad essere onesti.

Wi-Fi e inquinamento elettromagnetico

Ebbene sì, non ho rispettato i miei impegni per questo Blog. Sigh. Avevo detto: parlerò di politica, società e storia d'Italia. Poi ho invece derivato sull'Energia: dopotutto è un tema collegato. Ora con questo post il blog continua la leggera deriva scientifico-ambientalista. Vabbè, vedrò di rientrare nei ranghi al più presto, non che di politica e società non ci sia da parlare in questo momento!

Comunque, quello che mi ha smosso dal mio torpore e mi ha costretto nuovamente a scrivere è stata questa notizia, l'ultima di una lunga serie sull'argomento. Francia, Inghilterra. Anche in Italia i gruppi Verdi non hanno ovviamente fatto mancare le interrogazioni parlamentari al fine di regolare il Wi-Fi.

Nelle discussioni sull'argomento si nota da più parti un dualismo scienza-ambiente, come se fossero cose da conciliare. Come si può parlare di ambiente senza usare il linguaggio della scienza? Ovviamente la difesa dell'ambiente non richiede solo basi scientifiche e non viene fatta solo da scienziati. Ci sono anche responsabilità politiche, ad esempio nelle scelte da fare e nelle priorità da dare ai vari problemi. E ovviamente responsabilità sociali nell'attuare determinati cambiamenti nel proprio stile di vita.

Fa parte delle scelte politiche ad esempio sino a che punto applicare il Principio di Prudenza che regola tutte queste discussioni: gli studi non trovano correlazioni tra Radiazioni Elettro Magnetiche (R.E.M.) non ionizzanti e tumori. Questo non ci garantisce non facciano male, noi per prudenza non ci fidiamo e per questo valutiamo il problema secondo un Principio genericamente razionale: meno radiazioni prendiamo meglio è. Giusto (più o meno). Visto che però non si può fare a meno dell'elettricità, come scegliere il livello di "soglia" per le radiazioni consentite?

Il metodo usato dalla legislazione di quasi tutto il mondo per quantificare le radiazioni sono i V/m, che è una misura del campo elettrico (o equivalentemente i microTesla, che misurano il campo magnetico). La legge sull'elettrosmog Italiana (molto restrittiva rispetto alla media Europea) dice che non ci possono sottoporre a campi maggiori ai 6 V/m.

L'onda però, come i cerchi fatti da un sasso in uno stagno, tende a svanire con la distanza. E qui sta il primo problema. Se devo costruire un'emettitore, tale limite è chiaro: devo metterlo in un posto tale che non ci siano persone nel raggio in cui la potenza delle onde emesse è superiore a 6V/m. Ma se devo costruire un elettrodomestico, come faccio a sapere a che distanza si metterà la persona da quell'elettrodomestico? E difatti non lo so. Il motivo per cui nelle istruzioni dei cellulari c'è scritto: "si consiglia di telefonare con il cellulare posto a 1 metro di distanza" è perchè per quella distanza siamo ampiamente sotto la soglia di legge (intorno a 1 V/m), ma non è vero per tutte le distanze.

Ribadisco, per non sembrare catastrofista. Il limite di legge è molto rigoroso. Anche con il cellulare attaccato alle orecchie e un campo elettrico nel cervello risultante di 60 V/m, siamo ampiamente al di sotto di tutti gli studi scientifici sull'argomento, che per ora non hanno trovato nessuna correlazione tra tumori e sino a valori centinaia di volte superiori a quelli di legge.

Arriviamo finalmente al Wi-Fi. Il campo elettrico prodotto da una base Wi-Fi è, a parità di distanza, circa un decimo di quello prodotto da un cellulare. Non solo. Tipicamente la distanza a cui ci mettiamo da questo è decisamente inferiore: mentre il cellulare lo abbiamo all'orecchio, difficilmente siamo a meno di un metro dalla base Wi-Fi.

E qui si vede il vero succo del discorso. Esistono tecnologie, come il Wi-Max, che permetterebbero di sostituire con apparecchiature simili al Wi-Fi anche i telefonini cellulari, risparmiandoci radiazioni (che comunque probabilmente non fanno male). Oltre alla possibilità di usare un'unica emissione per tutte le informazioni (TV, comunicazione, internet) , eliminando il far west attualmente vigente. Perché un gruppo parlamentare Italiano deve andare a chiedere al proprio governo di stare attenti al Wi-Fi, causando una tipica ondata di panico che causa danni sicuri invece di agire in modo scientifico e tentare di favorire reti a bassa emissione?

E così mi riallaccio all'articolo che aveva dato origine al post: l'effetto nocebo, il contrario del placebo, causa danni dimostrati. Oltre ai bibliotecari di cui sopra, tempo fa ci fù il caso ben più grave della signora Debbie Bird, inglese, che si reputava "allergica" ai campi elettromagnetici, tanto da non poter vivere in città. E non è la sola, sempre più persone si reputano elettrosensibili, fondano organizzazioni. Fortunatamente sono stati da tempo dimostrati effetti psicosomatici con semplici test (ad esempio mettendo un apparecchio spento ma "apparentemente acceso" nelle vicinanze del soggetto si hanno gli stessi sintomi), ma i sintomi non sono meno gravi e nonostante i test il numero di persone "colpite" aumenta. Debbie Bird si riempiva di macchie rosse e dolorose quando pensava di essere posta vicino ad un campo elettromagnetico. Non sarebbe il caso che almeno i politici ci stiano attenti prima di diffondere il panico, pensando in modo scientifico (e non in termini di voti guadagnati sulla paura) alla nostra salute psicofisica?

Un ultimo appunto, e finisco davvero. Ho prima detto: "Giusto applicare il Principio di Prudenza". In realtà, è vero solo in parte. Sarei daccordo al 100% se non ci fossero ancora studi sufficienti sul fenomeno. Se fossero questioni poco note. In realtà attualmente sulla faccenda i dati sono molto chiari, anche a intensità migliaia di volte quelle vietate per legge non ci sono effetti di sorta. La IARC classifica le R.E.M. al terzo livello (su quattro) tra le possibili cause di cancro, che è essenzialmente il più basso. Per capirsi, dei circa mille possibili agenti considerati ne è stato messo solo uno (il caprolattame, un composto chimico) nel quarto e ultimo livello. Se le R.E.M. avessero qualche influenza sui tumori, stiamo parlando di numeri tra un caso ogni due anni e due casi all'anno in Italia.

Il Principio di Prudenza deve man mano scemare con l'aumento della sicurezza scientifica, altrimenti diventa un Principio della Paura Irrazionale. Ci sono proposte di legge dei Verdi (da questo Blog sembrerebbe che io abbia un odio mortale nei loro confronti, vi assicuro che non sono la forza politica che mi sta più antipatica) per diminuire il limite di un fattore 300, sino a 0.02 V/m. Per fare quest'adattamento, solo per i tralicci elettrici, sarebbero richiesti investimenti di circa 100 miliardi di Euro. Quante vite si potrebbero salvare sicuramente con 100 miliardi di Euro, invece delle "massimo due" delle R.E.M.? Perchè non spendere una minima parte di quei soldi in ricerca sulle energie alternative (che quest'anno ha subito ulteriori tagli) o per potenziare la nostra rete di trasporto pubblico, considerando che invece l'inquinamento atmosferico è sicuramente e dimostratamente cancerogeno?

Solari e Nucleari

Solitamente qui non parlo di partiti ma di idee, ma questa volta non posso evitarlo. All'interno del centro-sinistra, così come nel centro destra, ci sono molti personaggi e partiti che mi stanno antipatici. Pecoraro Scanio è uno di quelli che rientrano tra gli antipatici. E non (importantissimo) perchè io non sia ambientalista, anzi, metto sicuramente il problema ambientale tra i primissimi del nostro pianeta e dell'Italia in particolare.

Il motivo principale dell'antipatia è che i Verdi in Italia sono un partito (e non sono il solo) senza una vera linea programmatica. Essenzialmente sono populisti, nel senso proprio (negativo) del termine: spingono tutte le battaglie che qualcuno porta avanti, considerando solo il consenso invece del bene del paese.

Certo, il concetto di bene del paese è complesso e difficilmente definibile. Ma quello che traspare leggendo i loro interventi è che c'è un solo modo per credere che siano in buona fede: credere che siano ignoranti in materia. Non vedo come attualmente si potrebbe altrimenti credere che il solare abbia vinto sul nucleare nel referendum di 20 anni fa. Questo è un grafico (fonte Wikipedia, da dati GSE) delle fonti rinnovabili dal 1990 al 2005.


Si sono dimenticati il solare? No, non l'hanno dimenticato. Non rappresenta una fetta sufficiente per essere mostrato nel grafico. Per la cronaca, rappresenta circa l'1,5% dell'eolico (la banda rossa). Il nucleare è stato sostituito essenzialmente da nucleare importato dalla Francia, o da combustibili fossili.

Questo è il "proclama" dei Verdi per "spingere" la manifestazione di oggi, sul perchè usare l'energia solare:

L'energia solare è abbondante: ogni giorno la Terra riceve dal Sole una quantità di energia 30 volte superiore a quella consumata da tutta la popolazione mondiale in un intero anno.

A essere buoni questa è un'informazione parziale (e faziosa), a essere onesti è assimilabile a disinformazione. E' come dire: in una pietra da 10kg ci sono 900 milioni di GigaJoule d'energia. Bella frase, e anche vera, ma che vuol dire? Come la tiriamo fuori dalla pietra?
La famosa fusione fredda, chimera della fisica, non è che non si riesca a fare o non produca energia attualmente: semplicemente attualmente dell'energia che viene prodotta (moltissima) se ne riesce a assorbire talmente poca che l'energia necessaria per attivare la fusione è maggiore, con conseguente dispendio energetico. Con il solare il problema non è dissimile.

Attualmente sperare che sia possibile utilizzare il solare per "accendere il pianeta" vuol dire essere poco informati o in mala fede. Perchè in mala fede? Dov'è il guadagno? Cospirazione dei produttori di impianti solari? No, non amo le cospirazioni e non sosterrei mai questo come non credo alle "lobby dell'atomo" (e su questo potrei scrivere un post apparte).

Semplicemente rientra tutto nel DNA dei Verdi Italiani. In Europa (ad esempio in Germania) il partito Verde ha una storia molto rispettata e una politica molto chiara. Punta su questioni di grosso impatto effettivo. Incentivi seri sull'isolamento termico (che permette di risparmiare molta più energia di un pannello solare sul tetto di casa, e in Italia stanno venendo sponsorizzati da pochissimo e con pochi fondi e con pochissima pubblicità) , sulle macchine a basso consumo, ai comuni per la raccolta differenziata (la Germania viene pagata per ottenere parte della nostra spazzatura e rivende poi il prodotto riciclato), investimento nella ricerca.

In Italia si punta sulla politica ad effetto speciale, commettendo due errori logici fondamentali.

Il primo è quello che in America viene detto del EBNMB "Everywhere But Not in My Backyard" (Ovunque ma non nel mio giardino). Si vuole costruire una discarica? Da qualche parte bisogna costruirla, ma ovviamente nessuno la vuole vicino. In queste discussioni i Verdi sono sempre i primi a appoggiare la causa del comune che si è trovato "pescato", senza dare solitamente alternative plausibili (anche perchè non è che i posti vengono scelti per fare dispetto ai comuni. Se è stato scelto quel luogo significa che altri erano maggiormente dannosi).

Il secondo errore fatto è il supportare proposte non realizzabili contando sul fatto che tanto non si verrà mai chiamati a doverle applicare (a meno che i Verdi raggiungessero il governo da soli avranno sempre qualche alleato da accusare per la mancanza di effettive realizzazioni). Ne è un esempio appunto la gestione della politica energetica. Come può un partito Verde manifestare contemporaneamente contro le energie non rinnovabili e contro l'eolico che, come si vede dal grafico precedente, è insieme alle biomasse l'unica forma energetica in forte crescita che pesa un minimo sul bilancio energetico? Come si dovrebbe fare a raggiungere il previsto 20% di energie rinnovabili entro il 2010 se l'unica forma energetica rinnovabile ancora in espansione viene castrata dal solito EBNMB (i comuni non vogliono ovviamente rovinare il loro paesaggio con gli impianti eolici e sono pronti i gruppi Verdi ad appoggiarli), tanto che Greenpeace e Legambiente si sono schierate contro la politica dei Verdi Italiani attualmente al governo? Dire in quest'ottica: "Ci va bene solo il solare" vuol dire sapere che non si sarà mai sottoposti al giudizio della storia. Non ci sono attualmente i mezzi tecnici per produrre energia sufficiente dal sole. Essenzialmente l'energia solare è utile per servire comunità isolate risparmiando nel trasporto energetico vista la semplicità di installazione. In futuro sicuramente (se vogliamo mantenere il nostro stile di vita) il solare deve diventare prioritario. Ricerca (negli anni in Italia tutti i governi hanno diminuito i fondi, ma questo ha effettivamente stabilito il record di tagli) è la parola chiave per l'energia solare. Ma attualmente la tecnologia non ci permette ancora di usare il sole per produrre energia di massa in quantità tali da influenzare il bilancio energetico mondiale.

Si arriva quindi al referendum di venti anni fa, in cui è accaduto una cosa a dir poco disdicevole: dei gruppi politici hanno proposto un referendum a meno di un anno da Chernobyl (la raccolta delle firme è iniziata poco dopo). Non penso serva espandere l'argomento. Proporre al popolo una votazione all'indomani di un fatto tanto grave è gravemente populista. Mi ricorda molto l'atteggiamento del governo in questi giorni nella gestione degli extracomunitari: avviene un fatto di sangue orribile, e subito si varano leggi e si cambiano i piani di governo per venire in contro all'ondata di xenofobia, invece di portare avanti un progetto per cui sono stati votati.

All'epoca quel referendum ha chiuso (unico caso al mondo) centrali nucleari italiane (le scorie sono rimaste, solo l'energia è stata buttata) già in funzione. Centrali che non inquinano durante la produzione energetica sono state chiuse per venire incontro alla follia vendicativa del popolo aizzato dal disastro. Il popolo dei solari ha vinto sui nucleari come ci vuole far credere Scanio? No, abbiamo ricomprato dall'estero quell'energia, il solare non c'entra niente. Grazie Verdi.

PS: sono contrario alla ripresa del Nucleare in Italia (ma potrei cambiare idea, non ho letto bene i dati attuali e ho sentito pareri discordanti). Una scelta saggia vent'anni fa non lo è necessariamente ora. Attualmente è una tecnologia vecchia, il prezzo dell'uranio è in aumento (anche se influenza poco sul prezzo finale dell'energia) e ripartire ora col nucleare è tardi. Ma questo non vuol dire che si deve festeggiare per un referendum di vent'anni fa frutto di populismo e dannoso per l'economia e per l'ambiente italiani.

Magistratura, Informazione e Politica

A volte è interessante ricordare la costituzione per iniziare una discussione.

Articolo 101

La giustizia è amministrata in nome del popolo.

I giudici sono soggetti soltanto alla legge.

La Costituzione aiuta a ricordare alcuni dei concetti su cui è stata creata la nostra Repubblica. Non perché se così la pensavano nel '46 sicuramente è il miglior modo di governare, ci mancherebbe, il mondo evolve. Ma la Costituzione è un corpus di articoli sviluppato seguendo un criterio di base di divisione dei poteri evoluzione moderna di quel che aveva pensato Montesquie due secoli prima. O si rivoluziona completamente o, la modifica di un articolo arbitrario può portare facilmente alle condizioni adatte al colpo di stato, palese o meno.

La Giustizia e l'Informazione, terzo e quarto potere, devono essere autonomi dai primi due e forniscono le garanzie della loro onestà. Sono i controlli indipendenti aggiunti alla Costituzione per assicurarsi che la sovranità rimanga sempre al popolo. In Italia questo non succede, l'informazione è in mano alla politica. Quest'estate durante una conferenza provavo a spiegarlo a degli amici Coreani. Mi chiedevano, ridendo, se davvero in Italia le tre reti nazionali erano divise tra i partiti. Pensavano fosse un'esagerazione dello stereotipo, come se mangiassimo pizza tutti i giorni suonando il mandolino. Quando gli ho spiegato che quella era la situazione della prima repubblica e ora è molto peggio con la discesa in campo politico del proprietario del maggior polo televisivo privato, non capivano perchè nessuno gridava al colpo di stato.

Il controllo sull'Informazione ha permesso di far passare senza polemiche il controllo assunto sulla Giustizia. Come in un gioco del domino, più il colpo di stato va avanti più è difficile fermarlo. Sempre più tasselli pesano sul prossimo obbiettivo.

Riassumo i fatti brevemente come solito.
  • De Magistris indaga sull'inchiesta "Why Not", legata a flussi di denaro in Calabria per appalti pubblici coinvogliati a vario titolo a una finanziaria San Marinese apparentemente legata ad una associazione segreta forse di stampo massonico. Tra gli indagati Antonio Saladino e Piero Scarpellini. Indaga inoltre sulle "Toghe Lucane", fenomeni di corruzione interne alla magistratura Calabra.
  • Fughe di notizie interne portano tale inchieste ai giornali.
  • Le stesse "Toghe Lucane" protagoniste dell'inchiesta muovono molte critiche all'operato di De Magistris e effettuano controlli quasi quotidiani sull'attività del Magistrato. Viene aperto su di lui, d'ufficio, un provvedimento disciplinare (che non porta a nulla).
  • Il Guardasigilli Clemente Mastella manda varie commissioni a indagare sull'operato del Magistrato, motivando con il provvedimento di cui sopra, il suo interessamento.
  • Il Guardasigilli chiede l'allontanamento del Magistrato dalla procura di Catanzaro, titolare per quelle indagini, nonchè del procuratore capo di Catanzaro Mariano Lombardi che l'aveva appoggiato. Scoppia il caso. La sentenza del CSM è fissata per l'8 ottobre.
  • Inizia la macchina mediatica. La trasmissione "Annozero" viene attaccata fortemente sia da Prodi sia da Mastella. Entrambi premettono i loro commenti con un "Anche se non ho visto la trasmissione...". Titoli del Corriere di quei giorni, 5 ottobre: Prodi: «Annozero? Puntata poco seria e professionale» Mastella: «Contro di me un linciaggio» Il Guardasigilli: «Pronti a sfiduciare il Cda della Rai». Nuove accuse a De Magistris. Nessuno (pochi) fa notare come sia in corso l'attacco di un magistrato da parte dell'esecutivo per via di indagini legate a membri dello stesso esecutivo (Prodi è già tra gli indagati).
  • L'8 ottobre il CSM si esprime in modo negativo sulla richiesta di trasferimento d'emergenza presentata del Guardasigilli. Proseguono le indagini (che non porteranno a nulla) sul magistrato a cui è permesso di continuare a indagare nel frattempo sino al processo definitivo il 17 dicembre.
  • 14 ottobre. Mastella viene aggiunto al registro degli indagati per l'inchiesta Why Not.
  • 20 ottobre. L'inchiesta viene tolta a De Magistris per via dell'evidente situazione di conflitto nel dover indagare su chi lo ha pubblicamente insultato e osteggiato.
Per cosa è stato indagato Mastella? Per via di numerosi contatti telefonici intercettati tra lui (che ricordiamo era tra i principali sostenitori di un rapido freno alle intercettazioni nonchè di un disegno di legge per evitarle) e Saladino, il principale indagato. Mastella si dichiara estraneo ai fatti criminosi.

Il fatto assurdo è che, in questo caso, la presenza o meno di fatti criminosi è secondaria. Se sia o meno colpevole dei fatti in questione, è un di più, una colpa ulteriore e volendo trascurabile. Non bisogna aspettare il giudizio della corte e la fine delle indagini (se a questo punto mai continueranno) per dire che Mastella ha chiesto lo spostamento di un magistrato che si occupava di indagini su un suo amico, Antonio Saladino che, nelle intercettazioni, lui chiama affettuosamente «Tonì». Questo è provato e palese. Che Mastella e Saladino siano amici è presente nelle intercettazioni. Che Mastella abbia tentato in più modi di rimuovere De Magistris che indagava sul suo amico Saladino non è in discussione. E, anche se per ora sembra che di irregolare nelle indagini di De Magistris non ci sia niente, ha ottenuto il suo scopo.

Altro obbiettivo raggiunto e' stato inoltre ufficializzare l'editto: "Se qualcuno indaga su qualcosa che non ci piace, lo possiamo sbattere fuori dall'inchiesta e frenarne la carriera: l'informazione ne parlerà solo in modo confuso". Il successore di De Magistris proseguirà l'inchiesta? Se l'inchiesta non portasse a nulla, potrei io essere convinto che si sia trattato effettivamente di un falso allarme e non che il magistrato scelto per sostituire De Magistris non fosse accondiscente?

Spesso viene citato l'assurdo algoritmo per cui la politica risponde agli attacchi della magistratura faziosa. Non sono attacchi, ma difese insomma. Non viene però ricordato che per la magistratura attaccare la politica è un ruolo costituzionale. Viceversa, se la politica attacca (o risponde agli attacchi) la magistratura è un colpo di stato. Ci sono altri organi che sono adibiti a quello scopo, in particolare il CSM presieduto dal Presidente della Repubblica.

Si è all'assurdo per cui la par condicio significhi dare a tutte le ipotesi lo stesso peso, a prescindere dai fatti e dalle colpe. Elencare i fatti e giungere a conclusioni, esporre per esteso le sentenze non può essere equiparato ai pareri delle varie forze politiche. Ci sono fatti e ci sono opinioni. Non vi è par condicio tra il dimostrato e il dimostrabile così come non c'è tra il vero e il falso.

PS: in America un parlamentare anche solo sospettato di qualcosa sceglie subito il giudice notoriamente più schierato per l'altra fazione politica (per evitare ogni ombra), lascia tutti gli incarichi, e cerca di accelerare il più possibile le indagini. Se non lo fa lui, lo costringono a farlo i suoi compagni di partito per evitare scandali che condannerebbero (e hanno condannato in passato) la sua parte politica.
In Italia, se uno decide di non votare Prodi per via di ombre rimaste su di lui dovute a questa inchiesta cosa fa, vota Berlusconi per premiare la trasparenza? Non metto neanche la faccina che ride, c'è pochissimo da ridere.

V-Day 2

Visto che non scrivevo da un po', aggiungo questo post per monitorare le successive evoluzioni del fenomeno. Sulla carta stampata il fenomeno è esploso. Il numero di articoli e commenti televisivi ha subito un'evoluzione curiosa. Solitamente un evento presenta una curva di interesse con un massimo intorno alla data. Se ne parla sempre più, poi avviene l'evento e man mano l'attenzione scema.

Per il V-Day l'attenzione mostratagli è stata davvero curiosa. Il 7 settembre, la vigilia, molte persone non sapevano ci sarebbe stato. Il numero di articoli sull'argomento era ridicolmente basso, si trovava sulla pagina locale tra gli eventi del week-end. Trafiletti a pagina dodici.
La sera un breve annuncio (errato, cita solo due dei punti, dimenticando l'elezione diretta dei candidati). Il giorno dopo, il TG1 ne parla per ventinove secondi, di cui gli ultimi dieci per spiegare le opinioni di Bersani e Casini sulla questione.

Poi, man mano, succede qualcosa. Il fenomeno fa audience. E quando c'è audience i giornalisti ne parlano. Ma come ne parlano? L'errore logico è quello che aveva compiuto Scalfari nel suo primo editoriale. Fomentare la rabbia porta a dittature e terrorismo. Quanto questo ragionamento sia sbagliato è palese. Immaginiamo un popolo mal governato che ha fame. Scoppia una rivoluzione. La colpa è di chi ha detto basta e ha guidato la rivolta o dei governanti sordi che hanno tentato di tenere il popolo alla fame? La fame di giustizia è forse meno importante? Se le parole di Grillo spingessero qualcuno al terrorismo o alla rivoluzione (e non è il caso), la colpa sarebbe di Grillo o di una situazione insostenibile?

E soprattutto, i commenti giornalistici che tentano di deligittimare un atto democratico per ghettizzarlo e espellerlo dal cammino istituzionale (allo scopo di evitare che abbia consensi tra l'elettorato moderato) sopiscono o alimentano la rabbia di chi, per sua indole psichica, potrebbe effettivamente compiere un gesto scellerato?

Per divertimento, questo video è abbastanza interessante, seppure in parte eccessivo, qualche esempio di informazione più corretta c'è stato. Ma chi ha fatto quel video non è un professionista e non viene pagato dallo stato per informare.